Schweizerischer Katholischer Presseverein
Association Catholique Suisse pour la Presse
Associazione Cattolica Svizzera per la Stampa

I Media cattolici in Ticino

un secolo di trasformazioni

Un contributo dalla Diocesi di Lugano per il centenario dell’Associazione Cattolica Svizzera per la Stampa è molto significativo: 100 anni fa, infatti, mons. Bacciarini, allora Amministratore Apostolico del Ticino, insieme alle suore di St. Augustin provenienti dal Vallese, fondò a Lugano la tipografia Buona Stampa, proprio per lo sviluppo della stampa cattolica.

La storia dei mezzi di comunicazione cattolici nella Diocesi di Lugano è legata alla vicenda abbastanza recente della nostra Chiesa locale: le terre ticinesi, infatti, furono rette fino alla fine del XIX secolo in parte dalla Diocesi di Como e in parte dall’Arcidiocesi di Milano. Il 7 settembre 1888 fu papa Leone XIII a creare la Diocesi di Lugano, quando l’indipendenza territoriale ticinese si era ormai consolidata da diversi decenni. Essa fu unita a pari rango alla Diocesi di Basilea e governata da un Amministratore Apostolico della Santa Sede. Con questo titolo si susseguirono a Lugano diversi vescovi. L’8 marzo 1971, in seguito alla convenzione del 24 luglio 1968 tra la Santa Sede e la Confederazione Elvetica, l’Amministrazione Apostolica del Cantone Ticino si separò dalla Diocesi di Basilea e Lugano divenne una Diocesi indipendente. Lo sviluppo di una vera e propria informazione cattolica strutturata avvenne in Ticino al momento in cui la Chiesa locale presente sul territorio cominciò ad organizzarsi, dopo aver avuto un suo primo riconoscimento giuridico. Fu soprattutto grazie a monsignor Aurelio Bacciarini (amministratore apostolico dal 1917 al 1937) che l’associazionismo cattolico e le organizzazioni e istituzioni della Chiesa in Ticino si svilupparono considerevolmente. Nel 1917 venne fondata a Lugano la tipografia Buona Stampa. Un ruolo decisivo fu svolto dalle suore di Saint’Augustin che da St. Maurice in Vallese, con il benestare della loro Congregazione e di mons. Bacciarini, vennero in Ticino per fondare una tipografia in grado di stampare numerose pubblicazioni diocesane e il primo bollettino parrocchiale per il Canton Ticino.

Il Giornale del Popolo

La tipografia Buona Stampa pubblicherà successivamente il Giornale del Popolo (GdP), quotidiano cattolico, il cui primo numero uscì il 21 dicembre 1926. L’idea di dare vita ad un quotidiano cattolico era venuta a Mons. Bacciarini già nel 1917, ma diverse difficoltà, tra le quali la presenza di altre pubblicazioni cattoliche sul territorio e di altri 5 quotidiani, di cui uno, Popolo e libertà, quotidiano del Partito Popolare Ticinese e ritenuto di diritto “cattolico”, avevano ritardato il progetto. Mons. Aurelio però non si scoraggiò e con l’aiuto della tipografia Buona Stampa e delle suore di Saint’Augustin fondò il giornale, di cui la Diocesi diventerà più tardi proprietaria.

Il vescovo Bacciarini diede al GdP una prima, breve ed essenziale linea editoriale e scrisse un atto di fondazione. L’idea principale espressa nell’atto di fondazione del 1926 è quella di un giornale “alle dipendenze del vescovo”, che sia “al di sopra dell’aspetto partitico”, che serva per educare sempre meglio il popolo cristiano e che sia sempre “sereno e rispettoso nella polemica”. L’atto di fondazione, scritto in un contesto ticinese diviso in fazioni partitiche, fu molto coraggioso. Quanto alle suore di St. Augustin, il loro statuto in rapporto al Giornale cambiò negli anni. La comunità restò in Ticino, dopo che la Diocesi divenne proprietaria del GdP.

Le religiose rimasero come operaie alla Buona Stampa, conservando ancora per diversi anni la direzione dell’opera. Solo nel 1996 le suore di St. Augustin lasceranno il Ticino. Nel 1987, il Giornale del Popolo ricevette dall’allora vescovo di Lugano, Mons. Eugenio Corecco (che fu vescovo dal 1986 al 1995) una nuova linea editoriale, molto più completa e attuale del breve scritto lasciato da mons. Bacciarini, nel lontano 1926. La linea di Corecco aprì il giornale ad un pluralismo interno di opinioni e soprattutto integrò la lezione del Concilio Vaticano II sulla Chiesa, il laicato e le Comunicazioni sociali. Mons. Corecco scrisse la nuova linea editoriale tenendo presente il contesto completamente diverso, la società secolarizzata e un cattolicesimo profondamente segnato – allora – dal messaggio, dai contenuti e dallo stile di papa Giovanni Paolo II.

Ma quali sono state le tappe salienti della vita del Giornale del Popolo? Gli anni ‘30 del secolo scorso furono un momento difficile, tra le due guerre, con il sorgere e il consolidarsi delle vicine dittature in Germania e Italia. Alla guida del GdP c’era l’allora giovane direttore Alfredo Leber (1902 – 1983) che porterà avanti il quotidiano attraverso, praticamente, buona parte del secolo scorso, per oltre 50 anni. Durante la II Guerra mondiale, soprattutto dopo il 1943, il giornale segue le indicazioni del vescovo di Lugano di allora, mons. Jelmini, che voleva una Chiesa cattolica e le sue organizzazioni protese a sostegno dei profughi e dei rifugiati in arrivo dall’Italia.

Tra la fine degli anni ‘50 e l’inizio degli anni ‘60 la guida dinamica di don Leber fece sentire i suoi effetti: venne acquistata proprio dal Giornale del Popolo la prima rotativa moderna del Ticino (1960) che facilitò la compilazione delle notizie e la velocità della loro pubblicazione. Sempre in quel periodo don Leber assunse molti giovani giornalisti quotati, che faranno la storia del quotidiano. Un’altra novità sarà l’apertura di sedi regionali a Locarno, Mendrisio, Bellinzona e Valli oltre alla sede centrale di Lugano. La scelta strategica di Leber fu decisiva: il GdP divenne il giornale del territorio, con un’attenzione alle “storie di casa” della gente comune. Don Leber aprì il giornale anche ad un’informazione non solo politica e religiosa, ma pure culturale, sportiva, economica. Vennero introdotte –ad esempio- molte pagine dedicate alla cronaca sportiva regionale e locale. Un altro passaggio cruciale per la vita del GdP furono gli anni successivi al Concilio Vaticano II, una stagione segnata da un pluralismo ecclesiale che mons. Leber immediatamente non comprese.

Negli anni ‘80, dopo la morte dello storico direttore Alfredo Leber, il giornale si aprì in tal senso di più ad un pluralismo di posizioni, anche se con alcuni alti e bassi nella scelta della linea da seguire. Per questa ragione fu indispensabile la linea editoriale scritta da mons. Corecco nel 1987. I direttori che si sono susseguiti fino ad oggi alla guida del giornale sono stati: Alfredo Leber, Silvano Toppi, Filippo Lombardi, Giuseppe Zois, Cesare Chiericati, Claudio Mèsoniat e Alessandra Zumthor. Nel tempo, anche a seguito del cambiamento sociale, economico e religioso del Ticino, il Giornale del Popolo ha subito diverse riorganizzazioni. Durante l’episcopato di mons. Grampa (2004 – 2013), un vescovo che raccolte il Giornale in una grave situazione finanziaria, il Corriere del Ticino divenne co-azionista al 49% del Giornale del Popolo. Mons. Grampa si prodigò in quel periodo insieme alla direzione del giornale con soluzioni strategiche importanti per la salvezza del quotidiano. Il Giornale del Popolo è così entrato nel gruppo del Corriere del Ticino (MediaTi) che comprende altri mezzi di comunicazione (TeleTicino, Radio3i e alcuni siti web). Nell’estate del 2017, però, per garantire la continuità e l’indipendenza del GdP, l’editore, che è l’attuale vescovo di Lugano Valerio Lazzeri e la direzione del quotidiano, hanno deciso di non rinnovare il contratto di collaborazione con il Corriere del Ticino. Al 31.12.2017 il Giornale del Popolo uscirà dunque dal gruppo del Corriere. Il GdP, con i suoi 90 anni di storia, è l’unico quotidiano cattolico in Svizzera. Da alcuni anni il giornale ha anche anche un sito internet in continuo sviluppo (www.gdp.ch).

La presenza cattolica alla Radio Televisione Svizzera di lingua italiana (RSI)

Da decenni è assicurata, mediante un accordo di collaborazione firmato tra la Diocesi di Lugano e la Radio Televisione Svizzera (RSI), una presenza cattolica radio-televisiva alla RSI. Se un tempo questa presenza aveva come punti forti il commento del Vangelo della domenica e le liturgie (Messe) alla radio e alla televisione, nell’ultimo decennio c’è stata un’evoluzione a vantaggio, soprattutto per la Televisione, della realizzazione di trasmissioni informative, legate all’attualità, all’arte e alla cultura religiosa. Responsabile fino al 2004 di questo servizio fu don Valerio Crivelli, fondatore anche del Centro cattolico radio tv di Lugano.

Il sacerdote scomparso nel 2007 fu un grande promotore della presenza cattolica alla radio e alla televisione. Nello sviluppo di questo processo è stato decisivo anche l’impulso del vescovo di Lugano Pier Giacomo Grampa che ha promosso una trasformazione delle trasmissioni da contenuti liturgici a contenuti informativi. Durante l’episcopato di monsignor Grampa il Centro cattolico radio tv è passato dalla guida di don Valerio Crivelli a quella di don Italo Molinaro. Sono nati i programmi informativi “Strada Regina”, in onda su RSILa1 alle 18.35 del sabato sera, e “Chiese in diretta”, un magazine informativo radiofonico curato da una redazione ecumenica, in onda su ReteUno, la domenica mattina. Per la realizzazione di questi programmi sono stati assunti dei giornalisti laici.

Nel 2014 nell’ambito del progetto di riorganizzazione dei media cattolici attivi su scala regionale in Svizzera, la Diocesi di Lugano, responsabile fino ad allora del Centro cattolico radio tv, ha conferito un mandato all’associazione Communicatio Ecclesiae (ComEc) per la gestione dei programmi radio – televisivi alla RSI. Successivamente ComEc ha aperto una redazione al Centro Pastorale San Giuseppe a Lugano, in cui sono presenti le redazioni di “Strada Regina”, “Chiese in diretta” e del portale cattolico catt.ch che è un nuovo prodotto realizzato su spinta del progetto svizzero di riorganizzazione dei media cattolici. Nel 2016 infine, nella redazione di ComEc è stata integrata una postazione ed è stato creato un posto di lavoro per la realizzazione in sede di riprese e montaggio delle trasmissioni televisive e di video per il web. Nel sito di catt.ch sono fruibili le trasmissioni Radio e Tv prodotte da ComEc, le news online di informazione cattolica del sito del Giornale del Popolo e alcuni video prodotti da Caritas Ticino, oltre a altre produzioni.

Altri media cattolici in Ticino

Nel panorama ticinese è presente anche un’altro storico media cattolico: Caritas Ticino con i suoi prodotti Tv e web. Caritas Ticino è l’organizzazione sociale della Chiesa cattolica in Ticino nata durante la II Guerra mondiale per volontà dell’allora vescovo Jelmini. A partire dall’inizio degli anni ‘90 del secolo scorso, Caritas Ticino ha sviluppato un servizio televisivo. Grazie all’appoggio dell’allora vescovo di Lugano Eugenio Corecco, verso la metà degli anni ‘90, Caritas ha aperto uno studio televisivo per la produzione di una trasmissione cattolica settimanale che, da allora, va in onda su TeleTicino il sabato sera. Negli anni, la trasmissione si è sviluppata anche per un pubblico vicino al web. Oggi nel canale youtube di Caritas Ticino si possono trovare molti video che affrontano tematiche teologiche, di attualità o sociali nella prospettiva cattolica. Alcuni video prodotti da Caritas Ticino sono fruibili anche nel sito catt.ch.

La Diocesi di Lugano e sodalizi e commissioni della Chiesa in Svizzera dedicati ai media

La Diocesi di Lugano aveva inviato nella Lega cattolica svizzera per la stampa, già nel lontano 1917, un delegato, il canonico Pometta, che ne sarà vice presidente fino al 1951, anno della sua morte. I rapporti tra l’attuale Associazione Cattolica Svizzera per la Stampa e la Diocesi di Lugano sono buoni e negli anni ci sono sempre stati dei membri ticinesi. Durante il Sinodo 1972 tre ticinesi hanno lavorato nella commissione sinodale della Chiesa in Svizzera dedicata ai mezzi di comunicazione sociale: Enrico Morresi, don Guido Nicolini e Silvano Toppi. La Diocesi di Lugano ha sempre avuto fino ad oggi dei rappresentanti nella Commissione dei media della Conferenza dei vescovi svizzeri.

Conclusione

L’evoluzione dei media è in corso. Gli attuali mezzi di comunicazione cattolici nella Diocesi di Lugano, tenendo conto del mercato e dello sviluppo tecnico presente, fanno memoria della loro storia molto dinamica, per essere pronti sempre a rispondere a nuove sfide e a eventuali, ulteriori, trasformazioni.